Chi ti forma non ti giudica
Nessun corso obbligatorio per accedere all’esame. Nessun vincolo all’acquisto di materiali o tutoraggi. Ti prepari dove preferisci: chi ti valuta non è chi ti ha formato.
UNI/PdR 193:2026 · pubblicata il 17 settembre 2026
Il 17 settembre 2026 UNI ha pubblicato il primo documento al mondo che stabilisce come si certificano le competenze digitali di cittadini ed educatori. L’abbiamo proposto noi, con Fondazione Italia Digitale, e l’ha scritto un tavolo UNI con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, ACCREDIA, i sindacati della scuola, il sistema camerale e le associazioni del settore.
Stiamo preparando i nostri esami DigComp e DigCompEdu per allinearli a quelle regole. Le sessioni non sono ancora aperte: lascia il tuo contatto e ti scriviamo quando lo saranno, con date, modalità e costi.
Gratuita e senza impegno. Nessun pagamento, nessun corso da acquistare.
Chi cerca una certificazione delle competenze digitali si trova davanti decine di proposte che si somigliano tutte: stesso nome del quadro europeo, prezzi diversi, esami diversissimi. Distinguere una certificazione seria da un attestato di cortesia era quasi impossibile.
I quadri europei DigComp e DigCompEdu, elaborati dalla Commissione europea, descrivono con precisione quali sono le competenze digitali. Su come si verifica che una persona le possieda davvero, non dicevano nulla.
Nel marzo 2025 il Joint Research Centre della Commissione ha censito gli schemi di certificazione attivi nell’Unione: ventisette, rilasciati da enti pubblici, fondazioni, associazioni e aziende private. Fra i ventisette, nessun ente di normazione.
Il risultato lo conosci: chi ha studiato davvero risulta sulla carta identico a chi ha comprato un pomeriggio. E chi sbaglia acquisto lo scopre quando il titolo gli serve.
La Prassi di Riferimento UNI/PdR 193:2026 stabilisce come devono essere costruiti gli esami di certificazione sui due quadri europei: struttura della prova, verifica dell’identità, sorveglianza, contenuti obbligatori del certificato, uso dell’intelligenza artificiale, tutela dei dati di chi si certifica.
È il primo documento del genere prodotto da un ente di normazione, in Italia e nel mondo. Per gli specialisti informatici regole analoghe esistevano da anni. Per i cittadini e per chi insegna, no.
Vale per qualsiasi organismo di certificazione decida di adottarla. Il testo completo è sul portale UNI.
«Prima di cominciare abbiamo cercato se esistesse già, da qualche parte, un documento che dicesse come si certifica una persona sul DigComp e sul DigCompEdu. Non l’abbiamo trovato. Allora lo abbiamo scritto noi, in Italia. Una certificazione è una promessa fatta a due persone insieme: a chi la ottiene e a chi dovrà fidarsene. Da oggi quella promessa ha delle regole.»
Sei requisiti scritti in un documento UNI. Verificali su qualunque offerta, compresa la nostra quando arriverà.
Nessun corso obbligatorio per accedere all’esame. Nessun vincolo all’acquisto di materiali o tutoraggi. Ti prepari dove preferisci: chi ti valuta non è chi ti ha formato.
Riconoscimento con SPID, CIE, eIDAS o una procedura documentata e tracciabile, interamente digitale. Niente fotografie del documento inviate per email.
Una sola sessione continua. Non si comprano livelli singoli né aree separate. La Prassi prevede almeno 84 domande su 4 step e 120 minuti per il DigComp; almeno 132 domande su 3 step e 190 minuti per il DigCompEdu.
Obbligatoria, con rapporti massimi fissati: un sorvegliante ogni 50 candidati da remoto, uno ogni 30 in presenza.
I sistemi automatici possono affiancare il sorvegliante, mai sostituirlo. Ogni decisione che incide sull’esito è presa da una persona ed è documentata.
Verifica crittografica dell’autenticità in autonomia, senza dover contattare l’organismo. Può essere rilasciato anche come credenziale digitale allineata a Europass e ai portafogli digitali europei. Validità due anni.
Sono gli stessi principi che il Garante per la protezione dei dati personali applica agli esami a distanza. La Prassi li traduce in requisiti operativi. Il nostro nuovo schema li applicherà.
Il CCNL Istruzione e Ricerca prevede la certificazione fra i requisiti di accesso ai profili ATA; il D.M. 89 del 21 maggio 2024 ne ha regolato l’applicazione alle graduatorie. Se la tua serve per una graduatoria, deve reggere a un controllo.
Il quadro europeo DigCompEdu descrive le competenze digitali di chi insegna in sei aree e sei livelli. Le certificazioni sulle competenze digitali sono valutate nelle graduatorie secondo le ordinanze in vigore.
Il D.M. 115 del 9 luglio 2024 ha inserito il DigComp, «versioni 2.1 e seguenti», nel repertorio delle qualificazioni del Ministero del Lavoro ed equiparato al Documento di trasparenza i certificati rilasciati secondo la UNI CEI EN ISO/IEC 17024 da enti accreditati.
Per sapere quanto vale una certificazione nel tuo caso, fai riferimento al bando o all’ordinanza che ti riguarda, non a una pagina commerciale — compresa questa.
L’applicazione della Prassi da parte degli organismi di certificazione accreditati richiede indicazioni da parte di ACCREDIA, l’ente unico nazionale di accreditamento. Abbiamo scelto di aspettare quelle indicazioni prima di aprire le sessioni, perché un esame sotto accreditamento si costruisce una volta sola e nel modo giusto.
Per essere chiari sul punto che conta: IDCERT è un organismo accreditato da ACCREDIA (n. 02257) per gli schemi che eroga oggi, ma non è ancora accreditata per lo schema allineato a questa Prassi. Presenteremo la domanda di estensione dell’accreditamento non appena ACCREDIA avrà pubblicato le sue indicazioni. Fino a quel momento non vendiamo né eroghiamo esami allineati alla Prassi, e la pre-adesione che raccogliamo qui è gratuita proprio per questo.
Nel frattempo stiamo preparando il lavoro che spetta a noi: la piattaforma, le procedure di identificazione e sorveglianza, i contenuti della prova e il formato del certificato.
Cosa ottieni con la pre-adesione: ricevi l’avviso dell’apertura delle sessioni prima che venga pubblicato sul sito, con date, modalità e costi. Decidi allora se confermare. Nient’altro: nessuna condizione economica riservata, nessuna precedenza nell’esame.
Nome, cognome, email, chi sei. Trenta secondi. Non è una domanda di certificazione e non ti impegna a nulla.
Una email con date, modalità e costi, prima che siano pubblicati sul sito. Se vuoi, ti aiutiamo a capire quale esame fa al caso tuo.
La domanda di certificazione si presenta sul portale IDCERT, con identificazione tramite SPID, CIE o eIDAS, come prevede la Prassi.
Una sessione unica e sorvegliata; il certificato è verificabile in autonomia da chiunque lo riceva.
Per sostenere l’esame non devi comprare nulla da noi, né da altri. La Prassi lo stabilisce e noi lo applichiamo.
Chi ti forma non può essere chi ti valuta. Se vuoi prepararti, sei libero di farlo come e dove preferisci: l’esame è lo stesso per tutti.
Non pubblichiamo percentuali di promossi, non garantiamo risultati, non diciamo che l’esame è facile. È un esame.
Non ci sono «ultimi posti» né «offerte in scadenza». Quando le sessioni aprono, te lo diciamo. Se non sei più interessato, ignori l’email.
IDCERT ha proposto questa Prassi di Riferimento insieme a Fondazione Italia Digitale, e il presidente di IDCERT ha condotto il tavolo tecnico UNI come project leader.
La Prassi è un documento pubblico, pubblicato da UNI: qualsiasi organismo di certificazione può adottarla, e nessun esame è «ufficiale» o «esclusivo» rispetto ad essa. Abbiamo lavorato perché esistessero regole comuni, non perché fossero nostre.
IDCERT è un organismo di certificazione accreditato da ACCREDIA (n. 02257) secondo la UNI CEI EN ISO/IEC 17024 per gli schemi che eroga oggi. Lo schema allineato a questa Prassi non è ancora accreditato: chiederemo l’estensione quando ACCREDIA avrà pubblicato le sue indicazioni. Puoi verificare lo stato del nostro accreditamento e i certificati che rilasciamo sui registri pubblici di ACCREDIA.
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